L’incudine

Foto dell'incudine, con illuminazione di tre quarti.
Fig. a) Foto dell’incudine, con illuminazione di tre quarti.

Sempre nel sito 1, nei pressi dei reperti 1 e 2, vediamo un oggetto dalla forma interessante, che ricorda un’incudine o un supporto. È un parallelepipedo con una faccia laterale concava e quattro spigoli arrotondati. Purtroppo il rover Perseverance non ha inviato un’inquadratura ravvicinata, ma abbiamo molte riprese in diversi momenti. Le fotografie hanno differenti illuminazioni, che ci permettono un’analisi approfondita del reperto.

Analisi

Lo stato di conservazione è molto buono, l’erosione è leggera, l’oggetto sembra intero, ma una parte è nascosta da una roccia antistante. L’angolo visibile ha il bordo perfettamente verticale, con lo spigolo basso ben netto e quello alto arrotondato. Sembra che la faccia opposta, non visibile nelle foto, sia tagliata nello stesso modo.

In figura a) e nella foto a destra della figura b) vediamo l’ombra proiettata dall’alto sul terreno a sinistra. Il parallelepipedo appare sollevato, come se appoggiasse su un piede o una base, che però sembra nascosto dalle rocce antistanti.

Due immagini dell'incudine con diverse direzioni della luce.
Fig. b) Due immagini dell’incudine con diverse direzioni della luce, a sinistra si constata la rotondità della concavità frontale.

Il colore è decisamente più scuro degli oggetti circostanti, in alcune immagini appare addirittura nero. Purtroppo abbiamo in questo caso solo immagini in bianco e nero, che non ci mostrano la tonalità, ma solo l’intensità del colore stesso, il che però non ci impedisce di constatare la differenza d’intensità.
In figura c) appare quello che sembrerebbe un riflesso luminoso sul bordo alto (a sinistra nelle foto) per tutta la sua lunghezza, il che ci fa pensare ad un oggetto metallico.

La superficie visibile dell’oggetto è estremamente liscia. La faccia superiore orizzontale è parzialmente coperta da un deposito di sabbia fine, come vediamo nella foto a destra in figura c), che sembra portata dal vento. Si ha veramente l’impressione di essere di fronte ad un oggetto liscio, posizionato “in bolla”, con il piano superiore perfettamente parallelo al terreno.
Quest’ultima considerazione è importante per definire il materiale, perché ci può far dedurre che l’oggetto (posizionato intenzionalmente in modo preciso) sia anche estremamente pesante. Ciò concorderebbe con l’ipotesi di un oggetto metallico massiccio.

Due immagini dell'incudine.
Fig. c) Le due fotografie mostrano il riflesso sullo spigolo a sinistra, ed il colore scuro, quasi nero, dell’oggetto.

Ipotesi

Il reperto #P003 sembra un supporto, una base, un piano di lavoro. La regolarità della sua forma, e anche le sue proporzioni non contraddicono l’ipotesi, come la taglia, che non dovrebbe essere più grande di 50 o 60 centimetri di lato.
Il peso elevato e la durezza potrebbero essere caratteristiche di un’incudine, o di un oggetto atto allo stesso scopo, il lavoro di materie pesanti e solide, un supporto per la battitura o il taglio. Qualcosa che potremmo trovare nell’officina di un fabbro marziano per esempio, o di un meccanico.
Ispirandomi a questo reperto, e al #P001 poco lontano, ho pensato di dare il nome di “officina” al sito SP01, dove si trovano questi due reperti.

L'incudine vista da lontano, in alto a sinistra.
L’incudine vista da lontano, in alto a sinistra.

Qui di seguito i link verso le fotografie originali della NASA, scattate i sol 63 e 64.
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Image credit: NASA JPL Caltech ASU